Fragili desideri a volte indispensabili .... a volte no.
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Niente, come se molta gente avesse timore... Di qualcosa che può sconvolgere anche in maniera minima tutta la complessa e monotona impalcatura della sua esistenza...
E spesso è questa la gente che esprime il desiderio di appartenere un po' al tuo mondo... Allora dopo un po' anche tu, almeno in parte, ti adatti. In qualche cosa tendi ad assomigliare ad essa, quando questi sono tanti, e giungono l' uno dopo l'altro... E anche se non li consideri, un po' ci muori... Ti accorgi in quel momento di stare morendo, un po' come loro. Non del tutto, ma un po'... E questo mi spaventa: non la mancanza di affettività, ma il desiderio quasi folle di affettività mischiato a un rifiuto, a una paura che mangia l'anima e lascia i corpi intatti, muti, fini a se stessi...
Occorre allora cercare uno sbocco, un atto di violenza quasi senza intenzione. Uno squarcio di indeterminatezza da far venire i brividi... Oppure ci si chiude...
Ho timore della gente che ha paura di poter essere prima di definirsi... Ne temo la vacuità senza scampo... Ne temo la diffusione infinita e indefinita... Ne temo lo sguardo eterno di bambino che mai oserà alzarsi fino ai tuoi occhi...
Perché uno stronzo è uno stronzo, e lo inquadri... Uno così è un morto che cammina...
(Donna di Latta)
Gli porto spesso dei fiori, e loro lo apprezzano.
Funziona sempre così, più o meno sempre, più o meno così ( quindi non sempre ).
Esistono le variabili emozionali – soggettive , per cui , dopo avere vissuto una esperienza emotivamente coinvolgente sentiamo l’esigenza di parlarne, e di tradurre in parole il proprio vissuto emotivo dando un nome alla propria emozione. In questo modo l’esperienza emotiva permane nel tempo.
La possibilità di rivivere le proprie emozioni preserva degli “effetti a lungo termine” degli eventi traumatici, mentre a” breve termine” , l’inibizione espressiva attenua il dolore.
L’alessitimia è l’incapacità di verbalizzare le proprie emozioni . La ruminazione è il ricordo non sostenuto da nessuna elaborazione non diretto alla comunicazione ; è un tornare sull’evento senza spiegarlo.
Un collasso in questi ultimi tre giorni.”Immagini” ancora da sottoporre a traduzione.
Ubriacarsi di sguardi, che sono anche ricordi.

Foto di M.Anelli
PARLANO D’AMORE i Tulli Tulli Pan
Non ho perduto nulla ieri sera…non ho perduto nulla se non l’equilibrio diastatico. Sono malto modificato non conservato: scaduto. Ma cosa mai sarà questo “MATERASSO LOSANGATO”, lo urlano e lo osannano come il Re dei materassi, ma ci avranno mai dormito poi? Dovrei forse prenotare una visita domiciliare . Ho ritratto l’alluce dallo spacco del lenzuolo.
All’alba comincia l’aggressione
All’alba dormono i notturni, la mia vergogna che forse ho scordato come, sempre ( da questa affrettata crudezza di sangue e di carne) Amore affila la vita a eternità.
Mentre i me stessi chiedono vita.
Il progetto fallisce…accidente: al contrario,si ricongiunge , si accarezzano ricordi, si mordono le pelli, voraci a tratti, morbide e umorali. Quello che non fu solo apparentemente, vive ed è come se fosse sempre stato ; negli anni che sono corse in moto .Chiudi gli occhi e ci sei nuovamente. Li su quelle sedute, ti guardi da lontano, vicinissima, rimbombante, incontinente e spregiudicata. Ci ricordavamo a vicenda di non parlare , di non osare, di rispettare quel silenzio per amplificare il senso, l’odore e il non detto conteso di occhi più fragili di molti profondi sogni. Solo bellezza ,planando oltre dove…eco. Prendo in prestito da te, sensazioni, imitando alcune fatalmente squisite. Luna nuova più fine di un capello, nulla indugia oltre un breve istante.Avvolgendosi bene nella propria sciarpa.
Dove sono è bello..ed io non lo sapevo.
Ponte , ponente , ponte e pi. Il ricordo ti sfiora per un attimo. Di ritorno, anche se vorrei non essere mai tornata ( adesso ). Itinerario che prende forma piano piano… ogni cinque minuti il tacco si incastra , questo basta a perdere tempo e a trattenersi con “chi”( che cosa? ) hai atteso da tempo. Quattro ore di ritardo il treno. Forse avrei dovuto trattenermi nel “tramezzo” fra un ESCUSA e un dolce far niente , in circolo assaggiando carote e zucche crude , qualche pomodoro …. “l’ora del the “ di passaggio alle terme. Quel giovedì sera la rana non si sarebbe mai più trasformata in principe, dopo tutto , dal freddo al caldo c’è un abisso e non è da meravigliarsi se ti viene la pelle d’oca. Quante cose mi hai insegnato in questi giorni, non immagini nemmeno , e con quanta semplicità. Lo zolfo fa bene alla pelle e quando ne condividi i benefici , anche una shopping rossa con dentro vix sinex pare un gioiellino. Il primo bagno della stagione , inaspettato e rigenerativo, ne conservo ancora la freschezza . Mostrami altro, perché alle volte ti temo.
Qualcosa risuona.
Madaiiiii (!!!) ( ?? )
..attendere e
sorprendere,
..confondere e
sospendere
Sentirsi vivi quanto basta nelle strettoie del senso.
Quanto costa difendersi dall'angoscia?
No one knows what it's like to be the bad man,to be the sad man.
E' un onesto e generoso giocoliere del buon umore. Gira con una cartucciera piena di rossetti che indossa a basso ventre sopra un grembi(a)le color del vino piu' pregiato, tinto. Pantaloni militari che ormai di militare hanno molto poco e un gilet mimetico con una tavolozza di colore. Arriva silenziosamente, adagio adagio...ma sai che sta arrivando, e già ne immagini i gesti ed i sorrisi e ne fiuti l'odore di mosto selvatico ( ci stava pure un film se non ricordo male ). E' gioia di vivere , un palcoscenico all'aperto , è cultura ed attenzione, puntualità e pensiero, è BONTA'.
Io non voglio che muori.
Stanno accadendo cose strane..non si riesce piu' a comprendere quali siano i confini impermeabili dell'apparire e l' incomunicabilità la fa da padrona.
Non svendete la primogenitura per un piatto di lenticchie.
